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sabato, 8 Agosto 2020
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OMELIA VIGILIA NATALE – ANNO A 2019


In questi ultimi anni, in occasione della festa del Natale, mi ha sempre affascinato una domanda che ti percuote dentro come un tamburo e che, nello stesso tempo, provoca ad essere o meno una musica alla domanda del Natale:”Cristo è la Presenza che io desidero?”
Nella nostra vita, cosa cerchiamo veramente che ci rassicuri in un cammino se non la certezza di una vera compagnia?
Una volta ascoltai questa battuta:”Una manna quando ha i figli in casa, sta tranquilla”.
Rapportavo questa esperienza al passo del Vangelo di Matteo: ” Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali e voi non avete voluto!”
Cristo, in questa santa notte di Natale, ci offre la presenza della Sua compagnia. Va oltre la semplice compagnia- rai del cenone di questa sera che spesso facciamo solo perché bisogna farlo.
Il vero legame, la vera amicizia che Cristo ci offre è una presenza d’amore che non ha né limiti, né tradizioni popolari.
Dio nella grotta di Betlemme, offre un dono. Questa è la bellezza della sua compagnia:”L’amicizia e l’amore non si chiedono come l’acqua, ma si offrono come il tè”.(proverbio giapponese)
È un’offerta che noi condividiamo con l’umanità.
Rapportiamoci ai pastori a cui viene offerta questa appartenenza alla Comunità che non è formata da uomini perfetti. Dio non si offre ad una compagnia chiusa. Chiama anche noi, come i pastori che vegliano nella notte, in attesa del’alba.
“L’anima mia è rivolta al Signore più che le sentinelle all’aurora”.(Salmo 120)
Quando noi viviamo la carità, cosa facciamo se non condividere un dono che ci aiuta a risvegliare la dolcezza della sua Presenza nella nostra compagnia?
“Trova il tempo d’essere amico. E’ la strada della felicità”.(Madre Teresa)
Dio offre la sua misericordia all’umanità affinché diventi Comunità.
Come scriveva Stephen Littleword:”Una grande amicizia ha due ingredienti principali: Il primo è la scoperta di ciò che ci rende simili, il secondo è il rispetto di ciò che ci fa diversi”.
La festa del Natale è la risposta alla domanda che ci fa vedere la vita con uno sguardo unico e diverso. Unico perché la vita non è la fotocopia di un altro. Diverso, perché la Comunità è un insieme di persone uguali ma non uniformi.
Nel dolce Natale,viviamo il dono della pace, perché in Cristo stesso vive la tenerezza del Padre.
Ricordo ancora il monito di san Giovanni Paolo II quando nel Natale del 1994 c’era ancora la guerra in Bosnia: «Fermatevi almeno davanti al Bambino Gesù».
Solo dopo aver incontrato veramente Cristo, viviamo ciò che è vero. Viviamo quella ricerca della Verità che non riduce i nostri passi solo verso un tepore di vita familiare, ma che ci porta ad uscire verso l’altro.
Noi ritroviamo la risposta alla domanda iniziale, in Cristo che si fa volto nell’uomo che hai di fronte.
“La fede non è una commemorazione che facciamo, ma una Presenza che dobbiamo riconoscere”.(Don Giussani)
Nella fede, viviamo l’appartenenza a Lui e alla Chiesa stessa. Egli dà vita al suo popolo, ad una Comunità che rende lode a Dio che è la Chiesa.
Senza la riconoscenza che Dio si è fatto carne, viviamo solo la nostalgia di un ricordo.
Il con-forto è la forza che nasce dai cuori riuniti”.(Luigi Giussani)
Cristo è vivo. Cristo è certezza. Cristo è amore che non solo perdona ma offre la misericordia.
Non vivo il Natale limitato ad una domanda. Riscopro invece la certezza della risposta che si è fatta Presenza nella grotta di Betlemme.