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mercoledì, 21 Ottobre 2020
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Se (Lettera al figlio) Rudyard Kipling

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
la perdono, e se la prendono con te;
se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
e a evitare di far discorsi troppo saggi;
se sai sognare – ma dai sogni sai non farti dominare;
se sai pensare – ma dei pensieri sai non farne il fine;
se sai trattare nello stesso modo due impostori

  • Trionfo e Disastro – quando ti capitano innanzi;
    se sai resistere a udire la verità che hai detto
    dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
    se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
    le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
    se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
    e te lo giochi, all’azzardo, un’altra volta,
    e se perdi, sai ricominciare
    senza dire una parola di sconfitta;
    se sai forzare cuore, nervi e tendini
    dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
    a tener duro, quando in te nient’altro
    esiste, tranne il comando della Volontà;
    se sai parlare alle folle senza sentirti re,
    o intrattenere i re parlando francamente,
    se né amici né nemici riescono a ferirti,
    pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
    se riesci ad occupare il tempo inesorabile
    dando valore a ogni istante della vita,
    il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
    e, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!