martedì, 7 Febbraio 2023
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omelia della XXXII domenica del tempo ordinario Anno c (domenica 6 novembre 2022)


Dopo esserci soffermati in queste ultime settimane, iniziando dal settenario dei defunti fino alla festa del quattro novembre. La meditazione quotidiana è stata la Resurrezione.
Anche oggi il vangelo chiude questo periodo di tempo con la centralità della nostra fede: ”Cristos anestis-Cristo è risorto”.
Il passaggio del vangelo di oggi ci aiuta a meditare e a confrontarci su questo passaggio: ”Dio non è dei morti, ma dei viventi”.
Pensiamo ai martiri perché lo hanno seguito fino alla croce, se non perché hanno creduto che è il “Dio dei viventi”.
Questa la più bella espressione su Dio. Significa che Lui non è “impuro” (la morte per gli ebrei del tempo era impura) ma è vita.
La resurrezione è vita perché l’anima umana non è legata alla materia di questo mondo.
Non basta dire:Credo nella resurrezione. Bisogna viverla.
Spesso viene riportato un pensiero del filosofo Nice:”I cristiani sostengono che Cristo è risorto, ma bisognerebbe che avessero di più l’aspetto dei salvati, perché io possa credere nel loro salvatore”.
Spesso abbiamo il volto triste. Facciamo passare Gesù come una noia o, peggio, come una severità della vita.
Cristo risorto significa che Dio è quella vita che l’uomo desidera perseguire.
Riempiamo la chiesa di simboli che rimandano alla resurrezione, come ceri, fiori e altro, ma sono vuoti e senza luce se non vissuti nella gioia di appartenere a Lui.
Fondamentale la gioia di vivere oltre al ricordo della persona.
Siamo come coloro che ai funerali riempiono il vuoto creato in vita con tutt’altro. Ma c’è un istante che passa e ormai non è più tuo e non puoi recuperarlo.
Amare Dio diventa vero e lo facciamo diventare tale se prima sappiamo riconoscere il Suo amore per noi.
Cristo ha lasciato definitivamente la croce.
Legarsi solo alla croce significa aggrapparsi a questo mondo più per cercare consolazione personale che per la compassione di Dio.
Come scegliere di vivere?
“La strada più sicura per l’inferno è quella graduale: in dolce pendio, col fondo morbido, senza svolte improvvise, senza pietra miliare e senza cartello indicatori”.(Clive Lewis)
Non lasciamoci coinvolgere dalla mentalità odierna dove si proclama che Dio è un amicone e che l’inferno non esiste! Non pensiamo di essere noi i giudici della vita terrena!
Dio è sì misericordia ma anche giustizia.
Dio offre la Grazia per vivere la fede nella resurrezione.
Spesso ai funerali riporto un bel pensiero di Al-Ghazali:”Chi crede di raggiungere il paradiso senza sforzi, è un illuso. Chi pensa di raggiungerlo solo con i propri sforzi, è un presuntuoso”.