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mercoledì, 5 Agosto 2020
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omelia FESTA DELLA CANDELORA – ANNO A 2020



Oggi la nostra Comunità vive la continuità di un cammino verso Colui che è luce.
“La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori”. ALDA MERINI
Questa luce è Cristo che viene incontro all’uomo ed offre se stesso. Abbiamo visto in Maria questo dono. Lei, insieme al suo sposo Giuseppe, va la tempio. L’evangelista riporta l’incontro con Simeone, questo santo uomo che riconosce in Gesù Bambino il Messia. La risposta ad un’attesa tanto desiderata. A noi offre un canto che esalta la sua missione:”Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”.
Gesù è quella luce che offre la via su dove porre i nostri passi.
Perché temere dove andare se Egli ci fa vedere dove arriveremo?
Abbiamo il timore di non farcela e questo è un bene, perché riscopriamo che abbiamo bisogno della Sua Grazia per vivere la fede.
È un bene rivolgere a Lui i nostri bisogni, scoprire che c’è un Altro che ci sostiene nel cammino della fede.
“Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce”. PLATONE
Anni fa ho visto un film che raccontava la storia di un insegnante.
In una scuola dove tanti rischiavano di scegliere una strada sbagliata nella vita, un giovane ha letto questo testo: ”La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura,E’ la nostra luce non la nostra oscurità che più ci spaventa. Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo. Non c’è nulla di illuminante nel rinchiudersi in se stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure. Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi, non è solo in alcuni di noi è in tutti noi se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso, appena ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”. (Film Coach Carter)
La nostra luce ci spaventa. Noi siamo scelti e amati da Dio e sappiamo dentro noi stessi che possiamo e dobbiamo essere quel che siamo: Uomini di Dio. Una testimonianza concreta che ci coinvolge con gli altri.
Cristo dissipa le tenebre del peccato e ci offre la redenzione, la rinascita nella fede perché non ci lascia soli, ma offre la sua misericordia.
Sentirsi amati per essere amanti dell’Umanità.
“Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, Egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova”.(2^ lettura)
Quello di Cristo è un amore unico.
Ci separano giorni dall’inizio della Quaresima, tempo in cui la Chiesa invita il suo popolo a riscoprire questo amore nel dono del sacramento della riconciliazione, perché solo nel sentirsi amati da un Altro, come Simeone, anche noi riconosceremo in Dio la fonte della salvezza.
Non riduciamo Gesù solo ad una festa del sentirsi bene con se stessi, ma nel vivere il bene come Comunità che è sempre in cammino!